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I FRANCOBOLLI DEL CNL DI CUVIO

I FRANCOBOLLI DEL CNL DI CUVIO

1945: QUANDO IL MUNICIPIO DI CUVIO STAMPO' FRANCOBOLLI IN ONORE DEI CADUTI DI S. MARTINO di Giorgio Roncari

Nell'ufficio del Sindaco di Cuvio, dall'ottobre 2004, fano bella mostra dei preziosi francobolli, integri, raffiguranti i Fratelli Bandiera, emessa dal CLN Cuvio nel 1945, con tanto di attestato di autenticità vistato dal perito filatelico Bruno Savarese Oliva, di Genova, così come richiede una rara emissione locale. Si tratta di una cosa talmente insolita da creare parecchia incredulità e curiosità che chiede una soddisfazione. Siccome nell'archivio storico del Comune di Cuvio non abbiamo ritrovato nulla in merito, e che nessuna memoria orale ne abbia mai fatto menzione, abbiamo contattato, a suo tempo Pino Cirneco, appassionato collezionista e cultore di storia filatelica, che ci ha fornito parecchie delucidazioni. (Per informazioni vedi il sito: <ahref="http:>www.filateliaefrancobolli.it/speciali/cln/galleria)
Durante l’ultimo periodo della Resistenza in alcune zone del nord Italia, i Comitati di Liberazione Nazionale (CLN) decretarono l’emissione di alcuni valori bollati. Già nell’agosto ’44 il capitano Lazzarini fece stampare una serie di quattro valori diversi, raffiguranti lo stemma della città di Luino e la stella partigiana con le diciture “POSTA PARTIGIANA ALTO VARESOTTO - CLN 1-8-44 - LUINO” / “MORTE AI TEDESCHI INVASORI E AI FASCISTI TRADITORI - CAPITANO G. LAZZARINI”.      
Successivamente, la Giunta del governo partigiano della Repubblica dell’Ossola, nella sua breve reggenza, fra settembre e ottobre ’44, si preoccupò del servizio postale sovrastampando alcune serie di bolli della Repubblica Sociale. Anche i patrioti di Campione d’Italia, nello, stesso periodo, misero in circolazione valori bollati, ma in valuta Svizzera.
A fine dicembre furono i comandi partigiani della Valle Bormida, in previsione dell’imminente liberazione e per commemorare i patrioti caduti, a decidere la stampa di francobolli. Furono pronti a metà aprile 1945 e dal 26 aprile al 20 maggio vennero effettivamente usati dai comuni della Valle Bormida.
Sempre a fine anno, a Parma, si preparò un’emissione di francobolli nuovi stampati su bozzetti del pittore Libero Tosi, che furono venduti dal 24 aprile all’8 maggio ‘45. Anche il CLN della Valle d’Aosta emise dei francobolli preparati in Svizzera da alcuni filatelici italiani lì rifugiati, ma furono sequestrati dai finanzieri e recuperati tempo dopo. A Belluno, affrancature furono stampate in aprile nella tipografia Vescovile, voluti e venduti dal CLN, ma considerati più etichette che francobolli.
Nel periodo immediatamente antecedente la Liberazione alcuni comuni della zona intorno al lago Maggiore istituirono servizi postali ausiliari con tanto di francobolli per recapitare lettere in Svizzera tramite corrieri, servizi denominati D.I.S.P.A (Delegazione Intercomunale Sevizio Postale Ausiliario) e S.A.C.P.I. (Servizio Alpino Collegamento Postale Interinale), invenzioni del cav. Paolo Achille Cerutti di Maccagno.
Dopo il 25 Aprile, furono altri CNL locali che deliberarono la realizzazione di francobolli partigiani posti in corso nei giorni della Liberazione o nel periodo immediatamente successivo. Si possono così elencare Ariano Polesine (RO), Barge (CN), Domodossola (VB), Garbagnate (MI), Guidizzolo (MN), Imperia, Mantova, Massa Carrara, Piacenza, Savona, Torino e, in zone più vicine a noi, Arona, Ponte Chiasso, Sesto Calende, Maccagno e Cuvio.
A Cuvio, il 28 aprile 1945, fu promulgato un editto firmato dal generale Salvatore Calori e da Francesco Odoni, sindaco del CLN di Cuvio. Il Gen. Calori era un ufficiale degli alpini in pensione che, in gioventù, fu tra i pionieri dell’aviazione militare, al momento dell’insurrezione, in qualità del suo grado, fu nominato comandante militare dal CLN di Cuvio.
Odoni era il segretario del comune e durante la resistenza tenne contatti con le forze partigiane, venne investito sindaco perché era il più addentrato nelle cose amministrative; in giugno sarà nominato segretario capo a Luino e il suo incarico sarà assunto da Marco Daverio popolarmente conosciuto come 'Barbarossa'.
In questo editto, redatto in forma elegante con tanto di bordura floreale e francobolli in capo, si incaricava il gen. Calori stesso, “…assistito da un suo delegato speciale … sotto l’egida di un Comitato patrocinatore Regionale di realizzare una Emissione di Francobolli Commemorativi in Omaggio degli ‘Eroi del Monte San Martino’ mediante l’approvazione di una adeguata dicitura, C.L.N. e Municipio su esemplari abbinati della serie ‘Fratelli Bandiera’.
I francobolli riproducenti i ‘Fratelli Bandiera’, erano stati stampati dalla Repubblica di Salò nel dicembre del ’44 per onorare il centenario della loro fucilazione, nelle valute di 25 cent., 1 L. e 2,50 L. La scelta di questo soggetto, presente anche in altre emissioni partigiane, fu dovuta al fatto che Attilio ed Emilio Bandiera morirono da martiri per la libertà dell’Italia, (lo stesso concetto abbracciato dai Fascisti nel predisporne la stampa) e l’episodio del S. Martino era da collegarsi al Risorgimento, dal momento che il comandante, Col. Croce, aveva battezzato il gruppo ‘5 Giornate’.
Le serie emesse non dovevano essere superiori a “…seicento (n. 600), per giusta metà ‘C.L.N.’ e ‘Municipio’. / con apposito timbro di garanzia, il ‘ramo d’alloro’ esistente sotto l’effige, riprodotto al verso di ogni esemplare”. Veniva previsto anche un annullo speciale “…rappresentante simbolicamente la ‘Vetta Memorabile’ sottostante alla tradizionale Stella Partigiana…” e nel tondo la dicitura “Monte San Martino – Valcuvia”.
La motivazione di questo provvedimento era quella di celebrare i ‘Valorosi Reduci’ con una grandiosa manifestazione popolare di carattere Patriottico, "all’uopo di commemorare la ‘Giornata degli Eroi’". La cerimonia “…veniva indetta per il giorno Domenica 11 novembre 1945…” e dal 1° novembre si sarebbe aperta una sottoscrizione pubblica dovead ogni Elargitore di una offerta non inferiore a Lire Cinquanta verrà consegnata una serie commemorativa di 3 valori nuovi o usati [si intenda timbrati] e per ogni Oblazione di Lire Cento o superiore, sarà offerta una serie abbinata (6 valori, nuovi od usati.)
Reperiti i francobolli in questione, a inchiostro alternato, rosso e nero, venne stampigliata la dicitura ‘COMMEMORAZIONE degli EROI del Monte San Martino C.L.N. (o) Municipio CUVIO - MCMVL’ con la data a cancellare la dicitura ‘Repubblica Sociale Italiana’.
Sul fatto che questi francobolli siano stati distribuiti effettivamente l’11 novembre avremmo dei dubbi perché non ci risulta che fu fatta la ‘grandiosa manifestazione popolare di carattere Patriottico' preventivata. Sappiamo che a quella data, una domenica, ci fu una riunione delle sezioni varesine del CAI che si ritrovarono in vetta al S: Martino per onorare il Santo e pregare i caduti, ma le cronache del tempo, sempre esagerate nel riferire di cerimonie simili, pur scrivendo di oltre mille presenti, non parlano né di un’emissione filatelica né di un raduno partigiano.
Un’imponente celebrazione ufficiale per onorare i martiri ed i reduci della battaglia, fu, invece, tenuta a Canonica il mercoledì 16 maggio ‘45, con l’intervento di autorità partigiane e alleate quali il Vicegovernatore alleato, Magg. King, il prefetto di Varese, Avv. Tosi, il sindaco di Varese, Bonfanti, molti sindaci della valle e parte dei partigiani sopravvissuti allo scontro armato. In quell’occasione fu inaugurato un cippo in onore ai martiri, forse il primo monumento ai partigiani sorto nel nord Italia. Ma il 16 maggio era senz'altro troppo presto per aver già pronti i francobolli e difatti nessuna cronaca ne fa cenno.
Potremmo sbagliarci ma riteniamo che, una volta stampati, questi francobolli venissero consegnati al donatore al momento stesso dell’offerta. Si conoscono poi due differenti distribuzioni, una di bolli nuovi e l’altra su buste commemorative timbrate in data 28 aprile 1945 (data certamente posticipata di proposito) con la sigla autografa del gen. Calori.
Ci siamo chiesti la ragione di queste emissioni postali straordinarie, in un momento storico difficile dove gli amministratori avevano problemi ben più importanti e gravi da affrontare che non quello dei valori bollati. Gli esperti ed i ricercatori dicono che in genere questi provvedimenti vennero presi laddove un appassionato filatelico, quindi con l’occhio all’argomento, avesse voce in capitolo. Non parleremmo di speculazione ma certamente di un calcolo da collezionista. Questi valori infatti sono riconosciuti in molti cataloghi filatelici, anche se un po’ in disaccordo tra loro e, per la ridotta tiratura hanno da subito avuto un discreto valore di mercato, la qual cosa ha, successivamente, favorito una consistente fioritura falsi, cosa che a cui non si sono salvate nemmeno le emissioni di Cuvio.
E a Cuvio chi poteva avere questi interessi? Non crediamo il sindaco Odone che probabilmente firmò l’editto solo per procedura burocratica, tanto meno il generale Calori perché ce lo ha confermato il nipote Ermanno Chiappulini (colui che ci ha segnalato, a suo tempo, l'esistenza dei bolli), e allora si potrebbe trovarlo nel delegato speciale che doveva assistere il generale stesso, citato senza essere nominato all’inizio dell’Editto decreto. Non riteniamo di andare lontano dal giusto nell’individuare questo delegato nella persona di quel cav. Paolo Achille Cerutti di Maccagno, più sopra citato, creatore dei servizi postali con la Svizzera.
Era, questo cav. Cerutti, commerciante filatelico, presidente della Società Filatelica Verbanese, direttore dell’ Ente apolitico, didascalico, filantropico, ricreativo ‘Iride del Giona’ di Maccagno, commissario generale della ‘Commissione Ufficiale Delegati Effettivi Intercomunali’, organismi che hanno tutta l’aria di essere stati creati ad arte. Per di più lo si ritrova presente a molte manifestazioni patriottiche ed è presumibile la sua influenza nelle emissioni realizzate nelle zone del Verbano. Del resto è stato lo stesso cav. Cerutti il quale, nel 1965, in occasione del ventesimo della Liberazione, alla ‘Domenica del Corriere’ che ricordava queste emissioni partigiane, segnalò la serie emessa dal CNL di Cuvio.
Comunque sia andata, questo è un episodio importante della storia della nostra valle e come tale meritava di essere ricordato, tanto più che questi francobolli figurano al Museo Postale di Roma, ed ora, per intermissione di chi scrive, anche nel Municipio di Cuvio.
Giorgio Roncari

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